
Il 3 settembre 2026 Tesla ha avviato corse limitate con Cybercab ad Austin. L’auto elettrica a due posti non ha volante né pedali, ma questo elemento è solo una parte della storia. Già il 4 settembre, la National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) ha aperto un’Audit Query: l’agenzia sta verificando come Tesla abbia dimostrato la conformità di Cybercab agli standard federali di sicurezza applicabili.
Per questo la nuova Tesla è interessante non in quanto auto esotica priva dei consueti comandi. Cybercab mostra se un costruttore possa portare sulle strade una vettura progettata esclusivamente per la guida autonoma prima che le normative siano definitivamente adattate a una simile configurazione. Per il passeggero, quindi, la questione non riguarda il design dell’abitacolo, ma chi sia responsabile della sicurezza, come funzioni il controllo di conformità e cosa accada se l’autorità di regolamentazione richieda ulteriori chiarimenti.
In breve: due date che cambiano il significato della notizia
3 settembre 2026: Cybercab è diventato disponibile per corse limitate ad Austin.
4 settembre 2026: NHTSA ha annunciato l’apertura di una verifica sulla procedura di autocertificazione di Tesla.
Che cosa ha lanciato Tesla ad Austin
Cybercab non è una Model Y convertita, ma un veicolo indipendente a due posti progettato per il servizio Robotaxi. Nella pagina ufficiale di Tesla Robotaxi si legge che Cybercab non ha volante né pedali; l’abitacolo comprende uno schermo centrale, due posti per i passeggeri e un vano bagagli.

Tuttavia, il termine «lancio» non va interpretato come disponibilità generale. Nelle risposte di Tesla su Cybercab si specifica che, per ora, le corse con questo modello sono disponibili soltanto in aree limitate di Austin. In questo materiale l’azienda non indica nemmeno le dimensioni della flotta, il calendario di ampliamento dell’area o la data di arrivo di Cybercab in altre città.

Il contesto è importante: nel rapporto Tesla del 2025 si legge che l’azienda ha iniziato a testare Robotaxi senza conducente ad Austin nel dicembre 2025 e che, nel gennaio 2026, ha cominciato a rimuovere gradualmente l’operatore di supervisione dalle corse dei clienti. Cybercab è il passo successivo di questo servizio, ma non rappresenta la prima presenza dei Robotaxi Tesla sulle strade della città.
Perché l’assenza del volante non è la questione principale
Il volante e i pedali offrono al passeggero o al conducente la possibilità fisica di intervenire. In Cybercab questa possibilità è esclusa dalla progettazione. Per l’autorità di regolamentazione, però, la domanda principale è più ampia: il veicolo soddisfa i requisiti obbligatori nella forma in cui si applicano a un’auto priva dei comandi tradizionali?

Il comunicato NHTSA del 4 settembre cita la procedura Audit Query e ne spiega il principio generale: il costruttore certifica autonomamente la conformità del veicolo agli standard federali, mentre l’agenzia verifica tale certificazione. Nell’ambito della richiesta, NHTSA sta esaminando la dichiarazione di Tesla secondo cui Cybercab è conforme a tutti i Federal Motor Vehicle Safety Standards applicabili.
Non si tratta di un richiamo né di una decisione secondo cui Cybercab sarebbe pericolosa. NHTSA non ha annunciato il divieto di utilizzo del modello. Allo stesso tempo, l’avvio delle corse non significa che tutte le domande dell’autorità siano già state chiarite: la verifica riguarda proprio le motivazioni alla base dell’autocertificazione di Tesla.
Che cosa sappiamo | Che cosa non ne consegue |
|---|---|
Cybercab è disponibile in aree limitate di Austin. | Che il modello sia già pronto per un lancio su larga scala in tutte le città degli Stati Uniti. |
L’auto non ha volante né pedali. | Che il sistema autonomo abbia ricevuto un’approvazione universale separata per qualsiasi condizione di utilizzo. |
NHTSA ha aperto un’Audit Query sull’autocertificazione di Tesla. | Che l’agenzia abbia dichiarato Cybercab non sicura o abbia imposto a Tesla di interrompere il servizio. |
Come cambia il ruolo del passeggero
In un’auto tradizionale, chi è al volante è responsabile dell’osservazione della strada, della scelta delle manovre e della frenata d’emergenza. In Cybercab il passeggero utilizza un servizio, non guida il veicolo. Nella guida per i passeggeri, Tesla descrive il controllo del climatizzatore, della posizione del sedile e dell’intrattenimento tramite app e schermo, ma non offre al passeggero un modo per assumere il controllo dell’auto.
La conclusione pratica è questa: Cybercab non va valutata chiedendosi semplicemente «ha il volante?», ma considerando il funzionamento dell’intero sistema. Ne fanno parte il software del veicolo, la gestione delle corse, l’assistenza da remoto, le procedure di arresto in caso di guasto, la manutenzione della flotta e la risposta alle situazioni anomale. Tesla non ha ancora pubblicato dati sufficienti per confrontare Cybercab su questi aspetti con altri servizi di robotaxi.
Che cosa osservare nei prossimi aggiornamenti di Tesla e NHTSA
Se l’area operativa si estenderà oltre le attuali zone limitate di Austin.
Se Tesla pubblicherà il numero di Cybercab in servizio e i dati sul loro funzionamento.
Quali documenti e conclusioni emergeranno dalla richiesta NHTSA AQ26002.
Se cambieranno i requisiti per i veicoli privi di volante, pedali e specchietti.
Che cosa non è ancora stato reso noto
Al 7 settembre 2026 Tesla non ha indicato nella pagina dedicata a Cybercab quando il modello sarà disponibile oltre l’area limitata di Austin, quanti veicoli partecipino al servizio e con quale ritmo la flotta verrà ampliata. I materiali pubblicati non consentono inoltre di stabilire quando Cybercab sarà venduta ai privati o se sarà disponibile in altri Paesi.
Cybercab è ormai entrata nel servizio Robotaxi, ma il suo futuro su larga scala non è ancora confermato. I primi giorni di attività sono importanti non perché Tesla abbia eliminato il volante, ma perché ora il design del veicolo, le capacità del sistema autonomo e i requisiti normativi vengono messi alla prova contemporaneamente, su strade reali e in una città concreta.










